La Grecìa Salentina

Nel cuore del Salento, tra Lecce, Otranto e Maglie, esiste un’area che meglio ha conservato la memoria, la lingua, le tradizioni, l’architettura e i riti, di origine greca: la Grecìa Salentina
Distante appena 10 km dal mare, oggi questo territorio si impone come bacino turistico culturale in grado di offrire contenuti di assoluto fascino, con un’offerta complementare alla più generale offerta salentina...


L’Unione dei Comuni della Grecìa Salentina nasce da un percorso che, attraverso l’associazione dei Comuni prima, e lo strumento del Consorzio poi, ha come obiettivo la promozione della conoscenza dell’area grecanica del Salento e la salvaguardia della propria cultura nonché la nascita di servizi integrati in materia di turismo, impresa, istituzioni, socialità. Dell’Unione fanno parte dieci Comuni: Calimera, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino con una popolazione totale di 45.000 abitanti circa.

Un tempo quest’area comprendeva tutta la Terra d’Otranto (con Lecce, Brindisi e Taranto) interamente grecizzata almeno sin dal VI sec. d. C. quando la Terra d’Otranto diviene provincia dell’Impero Bizantino, con lingua e religione greca. Alla fine del 1500 erano griki (parlanti il dialetto greco) gli abitanti della fascia mediana del Salento, che va da Gallipoli ad Otranto. La fine ufficiale del rito greco, nella prima metà del 1600, agevola il restringimento dell’area ellefona. Alla fine del 1800 lingua e cultura vengono ormai trasmesse solo oralmente. La lingua e cultura sono, comunque, riuscite a sopravvivere con notevole sforzo, ed oggi si cerca di trasmetterle alle nuove generazioni attraverso la scuola, la musica, il teatro e la letteratura, conservando una caratteristica peculiare di parte del Salento, la “grikità”. 
La Grecìa Salentina deve la sua identità storico-culturale al cosiddetto griko, lingua oggi finalmente tutelata dalla legge del Parlamento italiano sulle minoranze linguistiche.
Oltre al griko, l’impronta lasciata nel Salento dai Greci, soprattutto nel periodo bizantino, si ritrova anche nelle diverse cripte affrescate, pregevole quella dedicata a S.Cristina a Carpignano Salentino, nei metodi di lavoro, nei codici medioevali, nella gastronomia e nelle dimore contadine. I segni dell’antico e stretto rapporto del Salento con la Grecia sono evidenti nei centri urbani con le case a corte, i mignani.
La particolarità architettonica delle case a corte é il raggrupparsi delle unità abitative attorno ad uno spazio scoperto, privato o comune, di forma quadrangolare che viene a costituire il cortile, o “corte”. Uno spazio socializzante, per certi aspetti che, nelle forme più complesse, assume l’aspetto del “vicinato” (in griko ghetonia). Il microcosmo che era la corte, comunicava con la strada attraverso il portone d’ingresso, spesso sovrastato dal mignano, elemento architettonico di origine romana, diffuso nel Salento in epoca bizantina. Intorno al Cinquecento tali balconi, così decorati, diventavano uno spazio discreto da cui le donne potevano partecipare, ad esempio, alle processioni, stendendo drappi e gettando fiori al passaggio delle statue dei santi.
Ma tali analogie si ritrovano anche nella campagna (muri e costruzioni a secco, insediamenti rupestri, attrezzi da lavoro). 
Se le masserie sono indice di grossa proprietà fondiaria, testimonianza della piccola proprietà contadina sono le costruzioni a secco che punteggiano la campagna salentina. Tali costruzioni (pagghiari o furni) risolvevano, nella maniera più economica possibile, l’esigenza di un rifugio che consentisse al contadino di sfuggire alle intemperie, di depositare gli attrezzi e prodotti e di custodire gli animali. I pagghiari, infatti, a forma troncoconica erano costituiti da pietre informi, ricavate liberando il terreno da coltivare, senza malte o cemento ma con tecniche ad incastro. Altro elemento delle civiltà contadina sono i frantoi ipogei, scavati nella roccia, dove si molivano le olive per ricavarne l’olio. La somiglianza dei frantoi salentini con altri ritrovati a Creta ci ricollega all’ipotesi sulle origini della Grecìa Salentina. Ancora visitando il territorio grecanico si trovano le pozzelle tipiche cisterne per la raccolta dell’ acqua piovana. Sul territorio della Grecìa é rintracciabile una massiccia presenza di monumenti risalenti all’età del bronzo come i dolmen (dal bretone tol, tavola, e men pietra), rozzi blocchi di pietra locale disposti verticalmente nel terreno e ricoperti da un lastrone di pietra, la loro funzione é ancora un mistero (tombe di guerriero o di personaggi importanti?); lo stesso segreto ricopre i menhir (da men pietra e da her lungo) parallelepipedi monolitici a base rettangolare conficcati saldamente nel terreno (forse legati al culto del sole o simboli della virilità maschile). Pure ricorrenti sono le specchie (da speculae in latino) dette segle in griko, collinette a forma ovoidale di pietrame ammassato nei punti più elevati del territorio (antichi osservatori o sepolcri per il riposo eterno?).
Oltre a ciò si rinvengono gli straordinari palazzi, le chiese, i castelli di epoca medioevale e barocca. Inoltre la Grecìa salentina conserva il proprio patrimonio storico-linguistico attraverso le numerose manifestazioni che si tengono durante l’anno rendendola la terra più ricca di eventi del Salento: il festival della Notte della Taranta, un evento di caratura mondiale, che si tiene ogni anno nei comuni dell’area grika, riesce a veicolare sul territorio centinaia di migliaia di appassionati, rapiti dal ritmo e dalle emozioni evocate dalla musica popolare salentina; a questa seguono eventi che durante tutto l’anno caratterizzano l’offerta culturale del Salento, come i riti legati al Natale ed alla Pasqua (I canti della Passione in griko), al carnevale (il Carnevale della Grecìa Salentina), le tante sagre, le feste religiose, e le manifestazioni culturali. Questi straordinari contenuti fanno della Grecìa Salentina un modello di turismo culturale che negli ultimi anni si é imposto all’attenzione di turisti italiani e stranieri. Tale attenzione é soddisfatta da servizi turistici di accoglienza soddisfacenti che consentono di soggiornare nel territorio della Grecìa Salentina in alberghi, agriturismo, B&B, che hanno fatto della qualità e della ospitalità il loro punto di forza. Sono attivi inoltre servizi di accompagnamento e visite guidate sul territorio, attraverso enti locali e realtà di assoluta professionalità e competenza. Per informazioni turistiche ed istituzionali sulla Unione dei Comuni della Grecìa Salentina si può visitare il sito www.greciasalentina.org. 

I MONUMENTI
Un viaggio all’interno del patrimonio storico artistico della Grecìa non può che cominciare dal Comune che nel nome porta la sua chiara matrice greco-bizantina: Calimera, che in griko vuol dire buon giorno, centro culturalmente attivo per la valorizzazione e recupero della grikità. Il dibattito storiografico, privilegiando l’analisi della lingua grika, lega la sua nascita a una presunta colonizzazione bizantina o a più antiche radici magno-greche. Simbolo tangibile della ‘ellenicità’ di Calimera, la bella stele attica del IV sec. a. C. donata dal Municipio di Atene al centro salentino nel 1960, che in greco recita: ìstraniero tu non sei a Calimeraî. Molto interessante é la Cappella di San Vito, dedicata al santo protettore degli animali che presenta, al centro della navata, una pietra di origine pre-cristiana con un foro al centro (pietra della fertilità). Il rito pagano, che si rinnova ogni anno il giorno della Pasquetta, vuole che il passaggio attraverso il foro porti fertilità. A testimonianza della presenza del rito greco la Chiesetta della Madonna di Costantinopoli conserva un affresco del 1603, nel quale sono raffigurati ai lati della Madonna due santi vescovi: S. Eligio e S. Elia. Il primo vestito alla maniera occidentale (rito latino) mentre l’altro alla maniera orientale (rito greco). Il gruppo di figure lascia intuire come i due riti abbiano coesistito pacificamente per molto tempo. Molto interessante la Cappella del Crocifisso con i suoi affreschi.
Ritroviamo anche qui le tipiche case a corte e il frantoio ipogeo Rescio, l’unico sopravvissuto di quattordici. A Calimera trovano collocazione il Museo di Storia Naturale ed il Museo della Civiltà contadina e della Cultura Grika. A Giugno a Calimera si tiene la tradizionale festa dei lampioni.
Lasciamo Calimera alle spalle e muoviamoci alla volta di Martano, centro di antiche origini romane (ca. 250 a. C.); é stato il centro della Grecìa Salentina che ha subito meno gli influssi esterni e che meglio ha conservato l’individualità etnica grika. 
Il suo centro storico, d’impianto medioevale, é arricchito da numerosi palazzi nobiliari, come Palazzo Moschettini, Palazzo Pino, Palazzo Micali, Palazzo Indricci ed altri. Anche in questo comune troviamo un Castello, esempio di architettura militare aragonese, ricostruito dopo l’assalto dei turchi del 1480 ed ingentilito nell’aspetto. Interessanti sono la Chiesa Matrice dell’Assunta, la Chiesa dell’Immacolata e l’ex Convento dei Padri Domenicani
Martano conserva anche dei frantoi ipogei, dei menhir, la specchia dei Mori(o secla de lu demoniu), ed un complesso ben conservato di case a corte. Di forte interesse é la mostra mercato Agorà. Appena fuori dal centro abitato si trova il Monastero della Consolazione, dove la comunità dei Frati Cistercensi, ancora oggi svolge la propria attività spirituale, artigianale ed agricola.

A pochi chilometri si trova il sito archeologico messapico in località Apigliano.
Continuando il nostro percorso verso sud arriviamo a Carpignano Salentino
Piccolo centro salentino di origine greca, conserva la testimonianza artistica più importante del periodo bizantino della Grecìa salentina, ovvero la Cripta delle SS. Cristina e Marina; la cripta, divisa in 2 ambienti scavati nel tufo e tra loro comunicanti, conserva ancora oggi dei dipinti che risalgono al XVI secolo, attribuiti tra gli altri a Teofilatto ed a Eustazio. Poco lontano della cripta si trova l'antico Palazzo Orsini-Del Balzo. Un luogo legato alla devozione popolare si trova poco fuori dal paese nelle vicinanze del cimitero: il Santuario della Madonna della Grotta. Teatro ogni anno della Festa te lu mieru attira migliaia di giovani festanti. A pochi chilometri da Carpignano troviamo la frazione Serrano che conserva un antico borgo in altura, da dove si ammira la valle di ulivi che si slancia verso i Laghi Alimini ed il mare. Serrano é teatro della manifestazione culturale internazionale ìL’Olio della Poesiaî.
Proseguiamo il nostro cammino passeggiando per Castrignano de’ Greci notando come i nuclei abitativi del suo centro siano organizzati intorno a chiesette (Varrata, Alogne, Farì) rispecchiando la toponomastica greca. Interessante da visitare é la Cripta Bizantina di S. Onofrio, ristrutturata su una costruzione precedente del VI secolo e la Chiesa Matrice della Annunziata, rifacimento di una chiesa greca, con le nove tele del foggiano Saverio Altamura. Sull’abitato spicca il Castello de’ Gualtieris, ristrutturato nel ‘600 su una preesistente fortezza. Anche qui ritroviamo le caratteristiche Pozzelle, conservate nell’assetto originale.
Forte é l’impegno degli istituti scolastici di Castrignano per la salvaguardia e la diffusione della lingua grika.
Proseguendo nel nostro itinerario incontriamo Corigliano d’Otranto (dal greco chora, terra, campagna) con la sua grande tradizione culturale, sulla quale ha avuto notevole influenza la presenza del vicino Cenobio basiliano di San Giorgio. Di grande interesse é il cinquecentesco Castello de’ i Monti, con i suoi quattro torrioni che presentano numerose cannoniere, l’arme araldica dei de’ Monti e i riferimenti allegorici alle virtù cardinali; oggi sede suggestiva di eventi e servizi al turista (tra cui il Museo Multimediale sulla cultura grika). Entrando dalla piazza in vico Freddo si osserva lo splendido Arco Lucchetti del 1497, originalissima opera ricca di elementi decorativi e rappresentativi. Nel centro storico ritroviamo le principali architetture della Grecìa Salentina, ovvero le case a corte, i mignani, i portali. Di particolare interesse sono la Chiesa parrocchiale di S.NicolaPalazzo Comi, la cappella della Madonna degli Angeli e la Kauporta (porta di accesso al centro storico).
Proseguiamo il nostro percorso a Cutrofiano, ultimo comune entrato a far parte dell’Unione dei Comuni della Grecìa. Si possono ammirare Il Palazzo Ducale, opera seicentesca di Francesco Manuli, ricostruito sul preesistente castello dei Filomarini, la meravigliosa Chiesa Madre dedicata a Maria SS.della Neve  ristrutturata ed ampliata a partire dal XVI secolo e la Congrega dell’Immacolata, importante esempio del tardo barocco salentino. Presenta al suo interno medaglioni in stile rococò e stupende tele settecentesche. Nella biblioteca comunale ha sede il Museo Comunale della Ceramica che documenta soprattutto la lavorazione della terracotta per la produzione dei tradizionali vasi, notevole a Cutrofiano. Fuori dal centro abitato è possibile anche visitare un parco, ex cava d’argilla, che si estende su  circa 12 ettari di terreno: il Parco dei Fossili con attiguo il Museo Malacologico delle Argille. Nel mese di febbraio a Cutrofiano si tiene l’accensione di un grande falò (focara) per festeggiareSant’Antonio,  mentre ad agosto la Mostra della Ceramica.
Proseguendo il nostro percorso nella Grecìa Salentina entriamo nel piccolo centro di Melpignano, che in epoca bizantina e medioevale fu un importante centro commerciale grazie alla sua vicinanza con Otranto. Da vedere la centrale piazza San Giorgio con i suoi portici, insolito esempio di architettura per il commercio di fine ‘500, quando nel paese arrivavano napoletani, baresi e leccesi, per gli scambi di olio, vino, formaggi, lana e tessuti. Interessante con i suoi portali la Chiesa Parrocchiale ed il vicino complesso del Convento degli Agostiniani, la cui facciata risale al ‘600. Ai piedi di tale monumento ogni anno si rinnova il tradizionale appuntamento con il Concertone finale della Notte della Taranta. Di notevole importanza é il Palazzo baronale, ricostruito nel 1636 e al cui interno troviamo un elegante giardino cinquecentesco. Nel centro storico troviamo il suggestivo frantoio ipogeo
Da qui ci spostiamo a Soleto uno dei comuni più belli della Grecìa Salentina. Fin dai tempi dei Messapi ha rivestito un’ importanza strategica grazie alla sua posizione geografica, ed il suo sviluppo continuò anche in epoca bizantina tanto da diventare contea nel Medioevo. Patria dei grecisti di origine corfiota Arcudi e dell’astronomo e filosofo Matteo Tafuri, Soleto testimonia ancora oggi la sua grandezza attraverso due eccezionali monumenti: la Guglia di Raimondello Orsini annesso alla Collegiata dedicata a S.Maria dell’Assunta e la chiesetta di S. Stefano. La prima un superbo esempio della cultura tardo gotica, con i suoi decori arabescati, la seconda straordinaria testimonianza della cultura tradizionale che unisce elementi gotici con reminiscenze romaniche; gli affreschi all’interno raffigurano tra le altre scene della vita di Cristo e di S.Stefano e del giudizio Universale, in stile orientale e angioino. Caratteristico il centro storico, non solo per le sue case a corte e il sedile, ma anche per le mura di cinta del 1300, le quali conservano ancora due delle antiche porte d’accesso alla città: Porta S. Vito e Porta S. Antonio. Tra le attività economiche di tradizione ancora oggi si pratica l’estrazione di una pietra di eccezionale qualità, la cosiddetta “pietra di Soleto”, utilizzata per opere commissionate in tutta la Terra d’Otranto. Nell’agro di Soleto é stato rinvenuto un sito archeologico di epoca messapica.
A pochi chilometri da Soleto troviamo Sternatia, il comune che vanta la più alta percentuale di cittadini parlanti il griko, lingua e tradizioni greche ancora vive anche nelle usanze e nella toponomastica. Il paese affonda le sue origini in epoca bizantina, di cui non resta molto dopo l’invasione del turchi del 1480. Fuori dal borgo antico troviamo ancora traccia di una grecità antica come le cripte basiliane di S. Pietro e S. Sebastiano, le cappelle dellaMadonna degli Angeli e dello Spirito Santo. All’ interno del centro storico é da vedere la Chiesa Madre con il Campanile e il Palazzo Granafei, bellissimo esempio di residenza gentilizia settecentesca, con annesso uno dei numerosi frantoi ipogei presenti nel paese. Mentre l’ex Convento dei Domenicani é attualmente sede del Comune. A Sternatia si tiene la manifestazione I Canti della Passione, che tiene viva la tradizione Pasquale dei Canti in griko della passione di Cristo.
Da qui ci spostiamo al più piccolo comune della Grecìa, Martignano, le cui origini pare siano da collegare alle colonizzazioni greco-bizantine del IX-X secolo. Da vedere la Chiesa Parrocchiale dedicata a S.Maria dei Martiri, dove sono custodite tele e statue dedicate al santo protettore San Pantaleone, medico e martire orientale e altre opere realizzate dal famoso scultore e architetto Giuseppe Cino, dai pittori Oronzo Tiso e Pasquale Grassi, dai mosaicistiFratelli Peluso. Interessante Palazzo Palmieri, che diede il natale a Giuseppe Palmieri, riformatore illuminista del Regno di Napoli, ed oggi sede di eventi culturali di grande importanza. Notevoli anche la seicentesca Cappella di San Giovanni Battista, con i suoi affreschi, l’ex Convento dei Minori conventuali con la Chiesa di San Francesco; infine la Cappella della Conella (in griko cuneddha, piccola immagine). Da vedere anche le pozzelle, lecase a corte, i portali settecenteschi ed il frantoio semi-ipogeo di Palazzo Palmieri. A Martignano si tengono il Carnevale della Grecìa Salentina, laSagra della salsiccia e della insalata grika (1 e 2 luglio), la Festa della Birra (dal 18 al 23 luglio) ed una delle feste patronali più importanti della provincia di Lecce, dedicata a S.Pantaleone (26 e 27 luglio). A Martignano ha sede il Front Office Turistico Culturale Salento Griko fortemente impegnato per la promozione e lo sviluppo turistico culturale della Grecìa Salentina.
Il nostro percorso si conclude con la descrizione di Zollino, con origini risalenti all’età bronzo, vista la presenza di due menhir e di una specchia. In epoca medioevale il paese subisce l’influsso bizantino conservando il rito greco fino al 1688. Interessante é il Largo Pozzelle, dove ciascun ha un nome di origine greca. Di notevole importanza sono la Chiesa matrice dei SS. Pietro e Paolo con il bellissimo gruppo scultoreo che completa il prospetto principale celebrante la Gloria di Maria, e la Chiesa di S. Anna. Di maestose dimensioni il menhir Stazione a pochi passi dalla stazione ferroviaria del paese. A Zollino in inverno si tiene la Festa de lu Focu, ed in giugno la Fiera di San Giovanni.

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